domenica 21 novembre 2021

Articoli su Lo Spessore da febbraio 2020 a novembre 2021

 



Novantanove articoli su Lo Spessore


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sabato 20 febbraio 2021

Thinking Day 2021. Lo spirito di Mafeking.


I cadetti di Mafeking in una foto del tempo


Il contesto storico

Poco più di centoventi anni fa si concludeva l'assedio della cittadina di Mafeking, oggi  denominata  Mahikeng, situata a diverse centinaia di chilometri a nord est di Città del Capo, nel veld sudafricano, sulle rive del  fiume Molopo. 

Fu uno degli eventi determinanti per la vittoria degli inglesi nella cosiddetta II Guerra Boera che, tra il 1899 e il 1902, vide contrapposti l' Impero Britannico,la Repubblica boera del Transvaal e lo Stato Libero d'Orange, confinanti con la Colonia del Capo fondata alla fine del XVII secolo che era stata ceduta pacificamente dagli olandesi al Regno Unito con il Trattato del 1814, in cambio dell'ampliamento di territori europei, riconquistati dopo la sconfitta di Napoleone ed il suo primo confinamento all' Isola d'Elba, su cui sarebbe poi sorto l'attuale regno d' Olanda. 

Mentre rileggiamo criticamente il periodo del colonialismo, giudicandolo con le sensibilità di oggi,   va detto che erano tempi in cui le politiche coloniali rappresentavano la normalità per le potenze europee (al pari delle guerre indiane negli Stati Uniti d'America condotte contro i nativi) sempre alla ricerca di nuovi territori per gli immigrati da tutto il mondo e di maggiori risorse naturali per lo sviluppo industriale che in quegli anni stava cambiando il volto del mondo. 

Con l'abolizione della schiavitù decretata dagli inglesi nel 1834, i cosiddetti voortrekker, "pionieri", risoluti e intransigenti, abbandonarono i loro stanziamenti del Capo e costituirono, dopo sanguinose lotte contro le tribù indigene, nuovi stanziamenti all'interno, oltre i fiumi Orange e Vaal, costituendo una società basata sulle fattorie agricole, sulle milizie e sulla rigida segregazione razziale di neri e sangue misti. 

Dopo le prime schermaglie sul campo, i boeri varcarono il confine e assediarono la cittadina di Mafeking, divenuta frattanto una piazzaforte il cui contingente militare era comandato da Robert Baden Powell, un ufficiale estremamente eccentrico per lo standard dell'epoca dell'esercito britannico, che univa una mente ingegnosissima, lucida e tesa con inesorabile freddezza all'obiettivo finale ad un carattere giocoso e positivo, con un notevole ascendente sui propri uomini. Ciò gli permise di non farsi sfuggire di mano la situazione in nessuna occasione, neppure nei momenti più drammatici. 

 La carriera di Baden Powell, per certi aspetti parallela a quella del più giovane Winston Churchill, aveva visto alternarsi campagne militari in India, in Afganistan e, cosa forse meno nota, egli ebbe un ruolo nell'intelligence britannica in qualità di responsabile per l'area del Mediterraneo, a motivo della quale si trovò anche sulle alture dello Stretto di Messina, disegnando schizzi dei costruendi Forti Cavalli che tutt'oggi punteggiano le due coste dello Stretto. 
 Le sue capacità impressionarono i superiori e presto venne trasferito ai servizi segreti britannici. Viaggiò spesso travestito da collezionista di farfalle, nascondendo documenti militari nei suoi disegni. In seguito fu inviato nella base di Malta. Tra il 1887 e il 1888 condusse poi una campagna coronata da successo contro l'Impero Ashanti in Africa e fu promosso al comando del quinto reggimento Dragoons nel 1897. 

 Gli indigeni lo temevano e lo rispettavano tanto che gli assegnarono il nome di Impeesa, il lupo che non dorme mai, per il suo coraggio, la sua bravura d'esploratore e la sorprendente abilità nel seguire le tracce. Non a caso la massima onorificenza dello scautismo mondiale è il Lupo di Bronzo.  

 Promosso colonnello, tornò in Africa per bloccare l'avanzata boera ma fu fermato proprio a Mafeking di cui gestì l'assedio posto da oltre ottomila nemici a fronte della propria guarnigione composta da poco più di un migliaio di soldati regolari, con pochi pezzi di artiglieria. In tale occasione i suoi talenti "non convenzionali" trovarono la massima espressione, anche per il coinvolgimento di molti ragazzi, chiamati fino a quel momento fannulloni, per operazioni di supporto, soccorso e comunicazioni, i cadetti di Mafeking appunto.

La copertina della prima edizione illlustrata dall' autore (1908) 

 Fu proprio durante i mesi di assedio che B.P. concepì l'idea dello Scautismo redigendo gli  appunti avrebbe poi riportato in patria e sperimentato nell'isola di Brownsea nel 1907: il primo campo scout. 

                   

 Quasi quarant'anni fa, durante una Settimana dello Scautismo a Villa Trabia di cui ho raccontato sul periodico della Zona Conca d'Oro "Fuoco di Bivacco" rivivemmo quei momenti in un Grande Gioco con tanto di divise, più o meno d'epoca, suoni e luci e, in sottofondo,  le musiche 
di Edward Elgar, il compositore britannico dell'epoca vittoriana. Ve ne ripropongo un brano nel filmato di 2,20 minuti celebrativo della nomina a baronetto del diretttore d'orchestra, l'italiano Antonio Pappano, per meriti musicali nel 2012.
 https://www.youtube.com/watch?v=DcUBGlOG-Vg (seleziona il link e clicca con il tasto destro su "vai al la pagina") 


Celebrazioni della liberazione di Mafeking a Londra in un' iIlustrazione d'epoca 

 Il ritorno in patria
 
 La Gran Bretagna aveva trattenuto il respiro per tutti quei lunghi mesi e quando finalmente giunse la notizia «Mafeking è stata liberata», impazzì letteralmente di gioia. Aprendo il dizionario inglese si può trovare il verbo to maffick ("celebrare con stravaganti manifestazioni pubbliche") e la parola maffication ("celebrazione tumultuosa"), termini nati in quei giorni di entusiasmo. 
 
 Baden Powell fu promosso maggior generale, nominato baronetto aggiungendo al proprio nome "di Gilwell" e seguendo il consiglio di Edoardo VII, che gli suggerì che avrebbe potuto rendere un servizio migliore al suo paese promuovendo lo Scautismo, lasciò l'esercito per dedicarsi allo sviluppo del Movimento, la cui storia sarebbe superfluo ricapitolare perchè enormemente nota anche al di fuori dell'ambito associativo. 

 Già nel 1938 quale fondatore dello Scautismo, B.P. era stato candidato al Premio Nobel per la Pace 1939 che però, a motivo del conflitto, non fu assegnato per alcuni anni. Deluso dallo scoppio della guerra in Europa, contro il quale si era adoperato in ogni modo, Robert Stephenson Smith Baden-Powell of Gilwell morì a Nyeri, vicino al Monte Kenya, l' 8 gennaio del 1941. 
 Sulla sua tomba è riportato il segnale di pista   "Sono tornato a casa". 

Era nato il 22 febbraio del 1857, giorno in cui oltre quaranta milioni di scout e di guide in tutto il mondo rivolgono un pensiero (Thinking Day) grato ed affettuoso al proprio Fondatore. 

  
 La designazione al Premio Nobel  per la Pace 2021

  Le organizzazioni mondiali dello scautismo e del guidismo (Wosm e Wagggs), sono state candidate per il Premio Nobel per la pace 2021. Un riconoscimento, si legge nel sito dell’organizzazione mondiale, “al grande contributo che i due movimenti hanno reso al tema del dialogo e della pace nel campo dell’educazione di centinaia di milioni di giovani di tutto il mondo”. La candidatura è stata presentata dalla parlamentare norvegese Solveig Schytz, già commissario capo dello scoutismo norvegese e attuale volontaria nel movimento scout. 

“Il movimento scout si occupa di fornire ai giovani gli strumenti di cui hanno bisogno per risolvere le sfide del futuro, costruendo nel contempo una società civile forte. Questo lavoro è vitale per la pace nel mondo”, ha detto Schytz motivando la candidatura. “In un momento in cui il nostro mondo è minacciato da così tante sfide internazionali, che siano clima, guerre o pandemie, abbiamo bisogno – aggiunge – di un contrappeso all’egoismo e al nazionalismo. Dobbiamo offrire ai giovani la possibilità di riunirsi attorno a una serie di valori comuni e la fede nel servizio, non solo alla propria comunità, ma alla società internazionale” 

Palermo,  20 giugno 1992


Il riconoscimento  auspicato per il ruolo svolto da un Movimento che anche in Italia - e in Sicilia - ha fatto tanta strada, talvolta precorrendo i tempi come è giusto per chiunque scelga di "esplorare" ed è diventato anche luogo di sperimentazione pedagogica, democrazia associativa, presidio di legalità e metodologia di contrasto educativo alla mentalità mafiosa e al bullismo di ogni genere e provenienza, palestra di leadership - piccole e grandi - plurali, responsabili e generose. 


**************** 



Thinking Day 2021

 Cari ragazzi e ragazze, fratelli e sorelle capi ed assistenti ecclesiastici dell'Agesci e delle associazioni scout giovanili, adulti scout, 

 ho voluto premettere queste note introduttive, anche a beneficio dei più giovani, per il valore educativo contenuto nella conoscenza delle radici, perchè mai come in questi tempi di pandemia anche gli scout e le guide stanno vivendo il tempo dell'assedio. 

 Un nemico subdolo e nascosto che si muove per strade invisibili ci sta costringendo nelle case, lontani dalle nostre sedi, dalle nostre "tane" limitando anche le attività' all' aperto anche se, pur con diligenza e prudenza, molte Unità le stanno svolgendo con le cautele necessarie. Un tempo che sta contraendo le manifestazioni di vicinanza fisica e di affetto che, già care a tutti gli esseri umani, sono la sostanza della fraternità scout in ogni parte del mondo libero, oltre ogni differenza di lingua, cultura, credo politico e religioso. Un periodo che dura già da un anno e potrebbe estendersi ancora per molti mesi fino alla piena diffusione dei vaccini e in cui mi piace evocare lo "spirito di Mafeking"

 Un' espressione con cui intendo riferirmi a quanto possa essere utile fare profitto dell'isolamento totale o relativo che sia, per riflettere con l'aiuto dei capi e delle capo, e per gli adulti con le comunità di riferimento, su ciò che siamo e di come prepararci al futuro che troveremo dopo la definiva liberazione che ci aspetta, poichè non ho dubbi che il mondo che si sta ridefinendo sotto ogni aspetto avrà poco in comune con quello che abbiamo lasciato, in sospeso, ormai molti mesi fa. 

 "E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c'era più" come ricorda profeticamente Giovanni Evangelista nel Libro dell'Apocalisse (21,1). E un mondo nuovo ha bisogno di uomini e di donne a loro volta nuovi e pronti ad affrontare sfide inedite in ogni campo. 

 Abbiamo tanti riferimenti con cui orientare la nostra bussola: i valori cardine della Promessa e della Legge ma soprattutto il motto Sii preparato ! che ci connota e ci fa apprezzare nelle comunità piccole e grandi di tutto il mondo. Si tratta di poche sillabe che riassumono il significato dell'educazione scout come supporto permanente della vita di ragazzi e di adulti. 

 Essere preparati contiene tanti stimoli morali ed infinite indicazioni operative. Vuol dire impegnare la propria vita a coltivare ogni talento ricevuto, sia esso manuale o intellettuale, per potenziarlo, svilupparlo e, nel frattempo, metterlo a disposizione degli altri nelle diverse forme di servizio, professionale o volontario, che la vita ha riservato o riserverà a ciascuno secondo le specifiche vocazioni che spesso anche lo Scautismo contribuisce a far individuare sin da ragazzi. 

  Essere pronti consiste nella capacità di agire leggendo profeticamente le tracce dei segni dei tempi che non sempre sono chiare e distinte, come abbiamo appreso andando a rilevare con il gesso quelle degli animali del bosco; non era soltanto un' attività tecnica, ma la progressiva acquisizione di un'abitudine mentale, vitale per percorrere con umiltà ma a testa alta "la strada verso il successo" - come la chiamava B.P. - una volta diventati adulti. 

 Si tratta della capacità di re-agire, quando i fatti della vita, personale o collettiva, privata o pubblica, ci colgono di sorpresa; eventi che, sovente, in chi non ha ricevuto una buona educazione - anche non necessariamente scout - del carattere lasciano spazio allo sconforto, alla disperazione, all'abbandono fatalistico, all'inerzia come nei fenomeni preoccupati dei NEET (Neither in Employment or in Education or Training) o della sindrome di Hikikomori. che sta annullando la mente e la volontà di milioni di giovani asiatici e non solo. 

 Si tratta ancora di essere pronti davanti anche davanti alla malattia ed alla morte, dicendo con un sorriso "Eccomi ! " pienamente consapevoli di aver ben speso il poco o molto tempo che ci è stato donato di vivere, facendo della propria esistenza un tesoro inestimabile donato ai pochi o ai molti con cui siamo venuti in contatto, e ciò anche nel silenzio di vite "normali" che mai finiranno in televisione o sui social, tra le pagine dei giornali o della Storia. 

 Essere pronti vuol dire però anche prepararsi a ciò attraverso un costante rapporto con la propria storia, i propri limiti, la propria identità culturale, la propria fede religiosa o cultura di vita a cui si aderisce nel corso del cammino della propria formazione che mai può dirsi concluso; un rapporto costituito da due elementi essenziali quali il continuo colloquio con se stessi e l'instancabile voglia di confronto con gli altri, considerati come completamento di quel parziale frammento di vita che ciascuno di noi è, nel tempo e nello spazio che si trova a vivere per un atto di amore che lo ha preceduto, prima che il suo cuore iniziasse a battere. 

 Siate Pronti, Estote Parati, Be Prepared è il linguaggio universale compreso da milioni di scout in tutto il mondo e che fa del movimento il simbolo, anche nel linguaggio corrente, di semplicità unita a stupore, di azione unita alla riflessione , di capacità di intervento "in ogni circostanza" per rispondere alla fiducia di chi ci circonda e che non casualmente è espressa dal primo articolo della Legge, di amore oltre ogni ostacolo o barriera fino all'estremo sacrificio, se ciò serve a migliorare il mondo che abbiamo trovato o a salvare la vita di chi è in pericolo. 

 Preparazione, dunque, coraggio ed azione, tenendo bene a mente che senza la prima il coraggio diventa esibizione vanitosa e l'azione un'agitazione convulsa che difficilmente produce risultati utili agli altri. Due eventi mi hanno molto colpito in questi giorni: la curiosa coincidenza - ma sarà tale? - che il segnale di riconoscimento comune di centinaia di migliaia giovani birmani preoccupati per il recente colpo di stato consista nelle tre dita su cui si ripiega il pollice che protegge il mignolo: tutti scout ? Non credo, ma ci sono segnali e simboli che vengono da lontano, dalla radice comune di tutte le culture, poi inoltratesi su "mille strade diverse". 

E, ricordino i più giovani che molto probabilmente hanno avuto modo di vedere il film Aquile Randagie, che quel saluto si è nascosto in anni bui all'interno di una stretta di mano che molti di noi ancora usano, pur in tempi di libertà e di non necessaria prudenza. E quanto è grande la sorpresa quando stringendo la mano ad una persona da poco conosciuta, senti le dita agitarsi alla ricerca della composizione del saluto, riconosciuto come comune e, sopra la giacca e cravatta o il tailleur professionale, si dispiega il sorriso luminoso di chi fu ragazzo o ragazza scout in tempi più o meno lontani. 

 Non perdete quella tradizione non c'è nulla di misterioso o di settario e risparmia l'inevitabile domanda che spesso dopo poche minuti di conversazione sorge spontanea: "Scusi, ma lei è scout ? " E' scout" si badi, e non "è stato scout" nè tanto meno "ha fatto lo scout" poichè l'identità scout diviene parte integrante del carattere, anche se l'esperienza educativa nel movimento è durata, per motivi diversi, soltanto pochi anni. 

 L'altra notizia, di poche ora fa, è l'arrivo di un prodotto dell'ingegno umano sul pianeta Marte alla ricerca di quelle tracce di vita anche remota che proietta, più o meno inconsciamente, il desiderio di ogni essere terrestre di incontrare gli altri anche nell'infinita dimensione dello spazio profondo. In quella sonda denominato Rover e nella missione intitolata Perseverance, mi piace intravedere anche un fazzolettone scout. Non a caso nella targa di materiale, che si presume eterno, inviata nello spazio decenni fa, ci presentiamo all'Universo attraverso una sagoma umana con la mano alzata in segno di pace: se un giorno qualcuno ci dovesse rispondere con un gesto analogo, magari con pollice ed indice ripiegati, certo resteremmo di stucco, anche se fino ad un certo punto. Ma queste sono solo fantasie da raccontare osservando il cielo stellato intorno al fuoco di bivacco. Forse. 

 Il 22 febbraio celebriamo ancora una volta la Giornata del Pensiero. La Capo Guida e il Capo Scout dell' Agesci hanno lanciato l'iniziativa di rendere pubblico il momento del rinnovo della Promessa. Un bel segnale di testimonianza e di speranza insopprimibile nel futuro dell'Umanità che ciascuno celebrerà con le modalità più congeniali. 

Poichè in questi mesi ho scelto la scrittura come modalità di comunicazione costante e  preferita, aderisco all'invito con queste righe, rinnovando pubblicamente quell'impegno assunto il 9 settembre di cinquantadue anni fa a Val dei Conti, Ficuzza, insieme a tanti capi e coetanei a cui mi legano ancora oggi rapporti di stima ed amicizia fraterna, anche oltre la vita terrena che ho condiviso con quanti di essi non sono più tra di noi,  se non con il ricordo e la nostalgia che abbiamo di loro. 

 Nell'anno in cui ho scelto di censirmi nella Zona Conca 'Oro, come capo a disposizione per ciò che potrò fare e nel Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, pronuncio insieme a voi e con la medesima emozione di allora quelle parole mai dimenticate, la cui eco continua a risuonare in ciascuna delle ormai tante esperienza di vita, di professione al servizio dell'educazione e di impegno nelle Istituzioni: 


 "Con l'aiuto di Dio prometto sul mio onore 
di fare del mio meglio per compiere il mio dovere 
verso Dio e verso il mio Paese, 
per aiutare gli altri in ogni circostanza, 
per osservare la Legge scout. " 

  
Un abbraccio intenso allora per tutti voi e una carezza ai più piccoli tra fratellini e sorelline entrati da poco nel Grande Gioco ed a cui mi sento di potere dire, con assoluta fiducia, che torneremo presto a giocare col viso che sorride senza ostacoli, ad abbracciarci, a gioire insieme lungo la pista che anno dopo anno diventerà prima sentiero e poi la strada infinita, talvolta in salita, che porta verso quell'unica e vera Felicità che B.P. ci ha voluto lasciare come preziosa eredità da trasmettere alle future generazioni e con cui vi do il mio appuntamento, non più virtuale, a quando ciò sarà possibile.

Buon cammino a tutti noi !







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L'ultima abitazione di B.P. a Nyeri

    Cari Scouts,

    se avete visto la commedia Peter Pan vi ricorderete che il capo dei pirati ripeteva ad ogni occasione il suo ultimo discorso, per paura di non avere il tempo di farlo quando fosse giunto per lui il momento di morire davvero. Succede press’a poco lo stesso anche a me, e per quanto non sia ancora in punto di morte quel momento verrà, un giorno o l’altro; così desidero mandarvi un ultimo saluto, prima che ci separiamo per sempre.

    Ricordate che sono le ultime parole che udrete da me: meditatele.

  Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice. Credo che il Signore ci abbia messo in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipen­de dalle ricchezze né dal successo nella carriera, né dal cedere alle nostre voglie.

   Un passo verso la felicità lo farete conquistandovi salute e robustezza finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere la vita pienamente una volta fatti uomini. Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto.

   Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri. Procurate di lasciare questo mondo un pò migliore di quanto non l’avete trovato e, quando suonerà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere « fatto del vostro meglio ». « Siate preparati » così, a vivere felici e a mo­rire felici: mantenete la vostra promessa di Esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.

Il vostro amico

                  

sabato 13 febbraio 2021

Il governo bianco di Mario Draghi (per riflettere)




Bianco  (Lucio Fontana, 1899-1968)

Oggi ho letto alcuni commenti ingenui ! 

Ne riprendo due, uno per parte: da sinistra, "Draghi consegna il governo alle Destre !" ; dal centro, "scandaloso Di Maio agli esteri!" Da destra non ne leggo, mi risulta solo che Giorgia Meloni sia all'opposizione. 

 Oltre la battuta "tutti presidenti del consiglio oggi ! " di cui riconosco la paternità e l'uso al mio amico Massimo Pullara che saluto, pongo solo una riflessione: Secondo voi, cosa vuol dire l'espressione del Capo dello Stato "un governo senza connotazione politica per evitare le elezioni " se non "tutti i colori, nessun colore". 

 "Allora - direste voi - "Tutti tecnici dunque" Risposta mia: e chi lo vota in Parlamento ?" 

 Rassicuro tutti circa l'inoffensività di Di Maio alla Farnesina -conterà meno di un usciere - o di Brunetta, Gelmini, Carfagna -senza portafoglio - 

Circa il colore,  ricordo che la fisica definisce il bianco la "combinazione di tutti i colori", mentre il nero è dato dall'"assenza di colore". 

Per approfondimenti, i miei articoli di oggi pubblicati su:

Lo Spessore 
https://www.lospessore.com/13/02/2021/real-politik-formale-per-salvare-litalia-il-pragmatismo-di-mario-draghi/ 

Linkiesta.
https://www.linkiesta.it/2021/02/conte-draghi-governo-italia-report/

venerdì 5 febbraio 2021

Le incomprensibili reazioni all'incarico conferito a Mario Draghi

Sono sinceramente stupito davanti alle reazioni negative di tanti amici di sinistra, anche cattolici, che manifestano perplessità se non opposizione nei confronti di Mario Draghi. Poichè molti li stimo da tanti anni, credo che le possibili ragioni siano: 1) non è di Conte che interessa loro, sarebbe veramente grave vista la storia del personaggio dal 2018 in poi , ambiguo e irrilevante, quanto piuttosto che la sinistra non governi più il Paese, cosa che era avvenuta in un gioco di Palazzo per evitare le elezioni nel 2019, come si spera avvenga anche ora, come auspicato dal Capo dello Stato. 2) Di Mario Draghi, che il mondo ci invidia, sanno pochissimo e lo percepiscono come Monti, dimenticando che persino Papa Francesco, che tanto li ha folgorati sulla via di Damasco quando è convenuto, ne ha grandissima stima al punto di averlo nominato nel Pontificio Consiglio per le scienze sociali (ripeto sociali e non economiche) 3) Non riescono a tollerare che l'illusione di molti verso il M5S si sia rivelata un tragico fallimento sotto ogni profilo e che il PD ha tradito la propria missione storica, appiattendosi su di essi, ma anche su Sardine e quant'altro di effimero. 4) Dimenticano che ogni giorno in più di Conte e della sua maggioranza portava migliaia di voti alla Destra anche da parte di chi di destra non è. Ogni giorno di Draghi fermerà quell'emorragia fatale. 5) sono accecati dall'antipatia verso Matteo Renzi al punto da aver perso ogni lucidità. Basta, per il resto chi voglia recuperare il tempo e la conoscenza perduti, può sempre andare a rileggere i miei articoli su Linkiesta anzichè fermarsi al titolo. https://www.linkiesta.it/author/luigi-sanlorenzo/ Quando ci vuole, ci vuole. Cordialità. PS: Leggerò tutti i commenti ma non ribatterò, poichè mi sono già espresso da sei mesi ad oggi, con sufficiente chiarezza.

mercoledì 27 gennaio 2021

Giorno della Memoria 2021



Immagine tratta dal film Schindler's List , 1993


 Oggi ho postato sui diversi canali l'articolo sul Giorno della Memoria pubblicato da Linkiesta; mi auguro che i miei contatti lo abbiano ricevuto. A conclusione della giornata devo tuttavia rilevare che la prevalenza degli interventi ha avuto un carattere rispettoso ma soprattutto commemorativo.

Poche riflessioni hanno approfondito il rischio concreto che l'antisemitismo, coniugato in molti paesi europei e del mondo, con visioni razziste, sovraniste e suprematiste, sia tra noi e dia segni di crescente consenso. anche tra i giovani.

Se all'Olocausto la generazione nata dopo la guerra non potè opporre nulla, oggi, contro la minaccia neo nazista, comunque camuffata, ciascuno può fare molto.

Perchè non si dica, come fecero gli abitanti dei paesi prossimi ai lager che pure vedevano la pioggia della cenere dei forni crematori cadere sulle strade: "Non sapevamo, non potevamo immaginare".

Non dimenticare il passato serve a vigilare sul presente per salvaguardare il futuro.

https://www.linkiesta.it/2021/01/giorno-memoria-olocausto-dachau/

domenica 10 gennaio 2021

Scautismo e formazione alla Leadership, Giarre (CT) 2012

 



Nel 2012 si svolse a Giarre uno dei convegni interassociativi più intensi degli ultimi anni dal titolo "Scautismo e formazione alla leadership" promosso da Salvatore Zappardino del CNGEI.

Gli atti completi furono pubblicati da Sicilia Scout, organo regionale dell'Agesci. Ritenendolo ancora oggi di grande attualità nel mondo smarrito che ci circonda, lo propongo a quanti fossero interessati al tema. In prima pagina troverete l'indice delle relazioni. La mia inizia a pagina 33.

L'intero testo è' una lettura impegnativa e complessa che consiglio di "assaporare" senza fretta anche come calendario di uno o più incontri per capi, quadri delle diverse associazione giovanili e del MASCI.

Buona lettura !https://ossg.cngei.it/Documenti/ConvegnoGiarre.pdf

venerdì 8 gennaio 2021

BP Spirit 2021





Oggi 8 gennaio ricorre l'ottantesimo anniversario della scomparsa di sir Robert Baden Powell of Gilwell il fondatore dello Scautismo mondiale. E' sepolto in Kenya. Una lapide lo ricorda nell'Abbazia di Westminster tra i grandi uomini della Gran Bretagna.

Per fare memoria di quell'anniversario con un inno alla continuità del suo messaggio educativo nel 1977 con un gruppo di Capi della provincia di Palermo, tra cui Ciccio Piazza, Lucio Drago, Totò Scalisi, Pippo Vetri, Giovanni Perrone e Don Giuseppe Randazzo (spero di non dimenicare alcuno) organizzammo nel fine settimana un evento di formazione per rovers e scolte 16/17enni al fine di presentare tra le prospettive di servizio anche quello educativo nell'Associazione che solo tre anni prima con la fusione tra ASCI ed AGI era diventata AGESCI.

La Formazione Capi della nuova realtà era ancora in corso di ridefinizione ma l'esigenza di nuove leve era urgente. Decidemmo così di avviare intanto un primo momento provinciale che chiamammo "formazione di primo pelo" Era un sabato e come oggi, pioveva. La sera precedente Totò Scalisi ed io avevamo salutato Pippo Vetri che partiva per il suo primo incarico in una scuola del nord Italia. Più o meno a quest'ora ci cambiammo in casa non ricordo più di chi in via D'Ossuna e partimmo per Ficuzza.

L'appuntamento con gli allievi era ad Alpecucco, allora semidiroccata dopo la dismissione della Caserma Forestale. A poco a poco li vedemmo arrivare, completamente inzuppati durante il percorso a piedi iniziato da Ficuzza. Li accogliemmo con un tè caldo e indicammo loro i residui locali agibili predisposti per l'accantonamento separato di uomini e donne.




La prima sessione avvenne la sera stessa sul Patto Associativo che illustrammo e commentammo. Molti vetri dello stanzone era rotti e faceva veramente freddo e quella notte molti avrebbero dormito in due nell'unico sacco a pelo per riscaldarsi ma lo spirito scout era alle stelle. Tra gli allievi erano presenti molti che negli anni successivi sarebbero divenuti ottimi capi e quadri locali e nazionali che hanno segnato la storia associativa: c'erano Marisa Anello, Giusi Iannazzo, Vincenzo Carnemolla, Giulio Campo, Gianfranco Scarlata ed altri provenienti anche dalla provincia, che, se leggeranno questo post, invito a farsi avanti.
L'atmosfera si fece presto magica, come sanno bene coloro che hanno vissuto esperienze analoghe e culminò con la lettura dell'ultimo messaggio di BP:

"Cari Scouts,
ricordate che sono le ultime parole che udirete da me, meditatele. Io ho trascorso una vita felicissima e desidero che ciascuno di voi abbia una vita altrettanto felice. Credo che il Signore ci abbia creato in questo mondo meraviglioso per essere felici e godere la vita. La felicità non dipende dalle ricchezze né dal successo della carriera, né dal cedere alle vostre voglie.
Un passo per la felicità lo farete conquistandovi salute robustezza finché siete ragazzi, per poter essere utili e godere della vita pienamente una volta fatti uomini.
Lo studio della natura vi mostrerà di quante cose belle e meravigliose Dio ha riempito il mondo per la vostra felicità. Contentatevi di quello che avete e cercate di trarne tutto il profitto che potete. Guardate al lato bello delle cose e non al lato brutto. Ma il vero modo di essere felici è quello di procurare la felicità agli altri.Preoccupatevi di lasciare questo mondo un po' migliore di quanto l'avete trovato e, quando scatterà la vostra ora di morire, potrete morire felici nella coscienza di non aver sprecato il vostro tempo, ma di avere "fatto del vostro meglio".
"Siate preparati" così, a vivere felici e a morire felici: mantenete la vostra promessa di Esploratori, anche quando non sarete più ragazzi, e Dio vi aiuti in questo.
Il vostro amico
Sir Robert Baden Powell lord of Gilwell"
Fu un evento fondativo per il nuovo corso dello Scaustismo palermitano e quando terminò con l'indicazione di un successivo appuntamento, con l'intero staff ci guardammo pensando tutti la stessa cosa: il testimone era stato consegnato ad un 'ennesima generazione e il percorso sarebbe continuato a lungo, noi avevamo fatto intanto la nostra parte.

Avevo appena compiuto 20 anni e frequentato il campo di primo tempo in branca R/S.
Allora si cominciava presto !!